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Il report 2025-2026 ricostruisce il quadro della struttura produttiva regionale, a partire da un tessuto imprenditoriale composto da oltre 327 mila imprese, fortemente concentrato su commercio e agricoltura, con una presenza manifatturiera più ridotta e una quota ancora limitata di attività ad alto valore aggiunto. 

Particolare attenzione è dedicata all’andamento della produzione industriale, alle dinamiche della fatturazione elettronica, alla distribuzione territoriale delle imprese e ai segnali di fragilità e vitalità che attraversano il sistema produttivo pugliese.

popolazione 2025

 

Una sezione specifica è dedicata alle esportazioni: il report esamina il ruolo della Puglia nella competizione globale, la posizione rispetto al resto del Mezzogiorno e dell’Italia, e le differenze tra le province, evidenziando sia i poli consolidati sia le sorprese positive, come la crescita delle vendite all’estero in alcuni comparti agroalimentari. L’analisi per territorio consente di comprendere dove si concentra oggi la capacità di generare valore verso l’esterno e quali aree richiedano strategie di rilancio mirate.

Il capitolo sul mercato del lavoro approfondisce l’evoluzione degli occupati, la distribuzione per provincia e i segnali di criticità, mettendo in relazione la dinamica occupazionale con quella produttiva. Il report distingue con cura tra numero di occupati e quantità effettiva di lavoro, evidenziando l’importanza di leggere in modo corretto gli indicatori statistici per evitare interpretazioni fuorvianti. 

imprese 2026 puglia

In questo quadro, viene analizzata anche la crescente incidenza delle fasce d’età più mature all’interno della forza lavoro, in connessione con il mutamento demografico.

La parte demografica rappresenta l’asse strutturale dell’intero lavoro: la Puglia viene descritta come una regione che, nel lungo periodo, ha perso oltre un quinto della propria popolazione, con un forte calo dei minori e un parallelo aumento degli anziani. Il report mostra come la combinazione tra bassa natalità, emigrazione giovanile e limitata capacità di attrazione migratoria dall’esterno stia ridisegnando profondamente la base umana su cui poggia il sistema economico, con conseguenze dirette su occupazione, welfare, consumi e sostenibilità della crescita.

5 segnali per la puglia

Accanto alle analisi quantitative, il documento propone alcune chiavi di lettura qualitative e scenari di evoluzione per il 2026, collegando export, struttura imprenditoriale, mercato del lavoro e demografia in un quadro coerente. L’obiettivo non è solo descrittivo: il report offre elementi utili per la programmazione delle politiche pubbliche, per le strategie delle imprese e per le scelte delle parti sociali, indicando i nodi più rilevanti su cui intervenire e le aree in cui si intravedono opportunità di sviluppo.

Tutti i dati utilizzati provengono da fonti ufficiali (ISTAT, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Infocamere, Agenzia delle Entrate, INPS) e sono stati oggetto di verifiche e confronti incrociati per garantirne affidabilità e coerenza. Il report si affianca al Quaderno Economico di AFORISMA, arricchendo l’offerta di strumenti di analisi messi a disposizione di amministratori, operatori economici, studiosi e cittadini interessati a comprendere in profondità le trasformazioni in corso nel territorio pugliese.

Buona lettura