Presentato il Report economico sullo stato di salute dell'economia pugliese 2025
La Puglia perde popolazione, invecchia e fatica ad essere attrattiva per i giovani: è il quadro che emerge dal nostro report annuale dell’Osservatorio economico AFORISMA, “La Puglia all’alba del 2026”, che abbiamo presentato a Lecce alla presenza della presidente del Consiglio regionale pugliese Loredana Capone, del deputato Bruno Tabacci e dei rappresentanti del mondo produttivo e delle parti sociali.
Siamo partiti dall'emergenza demografica: dal 1982 a oggi la regione ha perso 1,1 milioni di abitanti, pari al 22% della popolazione iniziale: come se fossero scomparse undici città delle dimensioni di Andria. Nello stesso tempo, l’economia pugliese continua a svolgere un ruolo importante nel Mezzogiorno, ma con criticità strutturali: valore aggiunto pro capite inferiore del 25% alla media nazionale, esportazioni in calo dello 0,76% nei primi nove mesi del 2025 a fronte di una crescita nel resto del Sud e del Paese, occupazione in diminuzione di quasi 10mila addetti in meno di un anno.
Bari resta il motore dell’export regionale (oltre il 50% del totale), Foggia si distingue per una crescita a doppia cifra trainata soprattutto dall’agroalimentare, Lecce consolida la propria posizione grazie a produzioni agricole, alimentari e manifatturiere, mentre Taranto, Brindisi e BAT evidenziano una stabilità più fragile e la necessità di strategie di rilancio mirate.

Sul versante produttivo e fiscale, la Puglia registra una fatturazione elettronica pari a 65,88 miliardi di euro, superiore a Basilicata e Sardegna ma inferiore a Campania e Sicilia, con una struttura economica ancora centrata su commercio, agricoltura, costruzioni, turismo e manifattura tradizionale. A ciò si somma una dinamica occupazionale che vede ridursi gli addetti in quasi tutte le province, a fronte di processi di efficientamento e automazione che consentono alle imprese di esportare di più con meno lavoratori.

La parte forse più allarmante riguarda la demografia: crollo dei minori, aumento marcato degli anziani, calo delle donne in età fertile e quota ridotta di popolazione straniera. Da qui l’appello di AFORISMA ad una “riforma urgente” che metta al centro politiche per famiglie, natalità, immigrazione qualificata, insieme a una strategia di diversificazione economica (verde, digitale, servizi avanzati) e di attrazione di talenti under 35.

Nel dibattito, Bruno Tabacci ha richiamato il contesto europeo di spopolamento e le ricadute delle scelte nazionali su demografia, welfare e servizi essenziali, mentre Loredana Capone ha sottolineato la necessità di coniugare produttività, qualità del lavoro e sostegno alle famiglie, anche riprogrammando gli interventi legati al PNRR. Confindustria e sindacati hanno ribadito l’urgenza di trasformare l’attrattività in produttività e di intervenire su precarietà e squilibri del mercato del lavoro, che oggi si traducono in maggiori pressioni sulla spesa sociale e sulla sostenibilità del sistema previdenziale.
